Argomenti trattati

Insegnamento N 1: Chimica della terra e del vino (4  CFU).
Questo Insegnamento ha come scopo quello di identificare le caratteristiche fondamentali di un terreno destinato alla coltivazione della vite e di un vino prodotto in questo terreno.
Gli argomenti trattati saranno:
1) studio delle principali caratteristiche geotecniche dei suoli coltivati a vigneto, le tipologie di dissesto idrogeologico di versanti coltivati a vigneto, il ruolo operato dalla vite, e in particolare dal suo apparato radicale, nel dissesto idrogeologico.
2) studio delle classi principali dei composti chimici organici presenti nei frutti d’uva e nel vino, derivanti  dai processi di produzione del vino, presenti nei prodotti di scarto delle lavorazioni. Particolare risalto verrà dato a una serie di classi di metaboliti secondari (tannini, fenoli, flavonoidi, terpeni) costituenti il corpo e l’aroma dei vini bianchi e rossi, importanti per la loro tipicizzazione e l’accertamento delle loro qualità organolettiche e salutistiche. Saranno inoltre individuate le caratteristiche  chimiche che un vino dovrebbe possedere per raggiungere un buon livello qualitativo.
3) studio dei potenziali composti indesiderati di interesse tossicologico, quali in particolare le micotossine.
4) descrizione di alcuni geni responsabili della percezione di sapore e aroma, con particolare riferimento alla loro funzione e  alla variabilità interindividuale che li caratterizza  e che provoca effetti anche importanti sia dal punto di vista fisiologico (maggiore o minore gradimento di un alimento fino ad alterare il regime dietetico individuale) sia dal punto di vista sociale ed economico (maggiore o minore successo di mercato). Il rapporto fra la valutazione sensoriale e la composizione chimica del vino rappresenta un fattore critico nell’attuale ricerca enologica.

Insegnamento N 2: Analisi chimiche del vino (3 CFU).
L’insegnamento ha lo scopo di:
1) descrivere le principali tecniche analitiche impiegate in ambito enologico, indicandone i principi su cui si basano (ad esempio, determinazione dell’acidità totale e volatile, titolo alcolometrico volumico, glucosio, fruttosio, pH, anidride solforosa,…). La conoscenza di tali tecniche analitiche permetterà all’operatore del settore di valutare con maggiore consapevolezza i dati di laboratorio e di mettere in atto eventualmente strategie correttive al fine di migliorare le proprietà chimiche e chimico-fisiche del vino e, come conseguenza finale, la qualità del prodotto finito. 
2) Nella seconda parte dell’insegnamento verranno illustrate le tecniche analitiche più avanzate (GC-MS, HPLC-MS, GC-MS-O) idonee alla determinazione dei componenti tipici dell’aroma e della parte non volatile delle uve e del vino, nonché le tecniche di isolamento e caratterizzazione chimica di importanti metaboliti secondari del vino, come i polifenoli e il resveratrolo. L’insegnamento ha come obiettivo la formazione di produttori e commercianti di vini con una maggiore sensibilità verso produzioni di più alta qualità e quindi redditività, grazie alla determinazione di importanti “caratteristiche molecolari” del vino, quindi di dati e fattori oggettivi, sperimentalmente verificabili e replicabili, che ne attestino le caratteristiche individuali, l’origine, la tracciabilità, il metodo di produzione e i processi tecnologici cui è stato sottoposto, in breve la sua “tipicità”.

Insegnamento N 3: Microbiologia enologica (1 CFU)
L’insegnamento tratta delle generalità sui funghi del filloplano, della loro diversità ed ecologia, del fenomeno dell’aerodispersione, delle interazioni antagonistiche con i patogeni fogliari e delle attività stimolanti sui tessuti vegetali aerei.
Oggetto di studio daranno anche i funghi del suolo, considerando le loro generalità, la loro diversità ed ecologia, interazioni antagonistiche con i patogeni del suolo e attività stimolanti sul rizoplano.

Insegnamento N 4: Metodi di vinificazione (4 CFU)
L’insegnamento si pone, in un momento di crisi economica che si prevede di lungo periodo, come obiettivo, la valorizzazione del patrimonio aziendale sia in termini di attrezzature che di uve disponibili. Il fine diventa la riduzione dei costi, il contenimento degli investimenti pur ottimizzando la qualità potenziale, massimizzando il rapporto prezzo/qualità; sostituendo, infine, al limite delle possibilità, le soluzioni tecnologiche spesso costose con le competenze professionali dell’enologo, già patrimonio del sistema.

Insegnamento N 5: Impianti enologici (2 CFU)
L’insegnamento si propone di fornire criteri generali per la corretta scelta delle macchine enologiche in funzione delle loro caratteristiche tecnologiche e dell’obiettivo finale vino. Fornisce inoltre un quadro delle diverse tecnologie a disposizione di una moderna cantina fino alle più innovative con le principali ricadute sul prodotto finale.
I principali temi trattati saranno:
 - evoluzione delle macchine enologiche ed evoluzione dei materiali;
 - contenitori: contenitori in legno, in cemento armato, in metallo in P.R.F.V. e  in materiale plastico;
 - sistemi ed attrezzature idrauliche: tubazioni e  organi di intercettazione e regolazione;
 - pompe: pompe alternative, rotative e centrifughe;
 - macchine frigorigene impianti di refrigerazione;
 - filtrazione: sistemi di filtrazione;
 - attrezzature e sistemi di ricevimento, movimentazione  dell’uva e vinificazione;
 - linea vini rossi e bianchi;
 - impianti ancillari.; progettazione
 - dimensionamento impianti: cenni al plant layout, sicurezza in cantina, automazione e controllo.

Insegnamento N 6: Inglese enologico (2 CFU)
Questo insegnamento ha lo scopo di formare gli studenti per permettere loro di affrontare le richieste di un mercato internazionale, in considerazione del fatto che il mercato estero rappresenta una parte significativa nel settore delle vendite. Sarà perciò fornito agli studenti un know out specifico che li prepari a migliorare la comunicazione con il cliente straniero già durante le visite in vigna e in cantina privilegiando la parte commerciale, nel caso di partecipazione a fiere ed eventi, la contrattazione, anche telefonica, e la presentazione del proprio prodotto, in sedute di degustazione, effettuate utilizzando la terminologia dell’AIS (Associazione Italiana Sommelier) nella sua versione inglese.

Insegnamento N 7: Marketing enologico (4 CFU)
L’insegnamento prenderà in considerazione i processi di cambiamento che si sono manifestati sin dagli anni ’80 nel sistema degli scambi a livello di mercati internazionali e l’accresciuto livello di complessità e dinamicità che contraddistingue lo scenario competitivo attuale. La globalizzazione e gli elevati tassi di innovazione e sviluppo hanno determinato il superamento dei tradizionali modelli teorici dell’attività di importazione ed esportazione delle imprese. Scopo dell’insegnamento è quello di proporre nuove analisi e nuove strategie per contrastare il  potenziale d’oltremare dei mercati suggerendo alle aziende come valutare l’entità degli investimenti, considerando sia gli obiettivi a breve che quelli a lungo termine. Durante l’insegnamento saranno presi in considerazione gli aspetti correlati con la creazione di un business plan, definendo, per un’azienda, il posizionamento strategico all’interno del mercato, la pianificazione e la progettazione della penetrazione del mercato estero.
Anche lo studio del mercato attraverso la scelta del paese e la combinazione prodotto/clienti saranno oggetto di studio, con particolare attenzione per la definizione delle caratteristiche che possono rendere accettabile un prodotto al nuovo mercato (le dimensioni, la forma, il design, le prestazioni e anche il colore). L’insegnamento presenterà anche esempi di casi aziendali che ben evidenziano alcune strategie di marketing aziendale.
Parte dell’insegnamento sarà destinato a un’applicazione pratica dei concetti di marketing nel contesto aziendale, privilegiando  strategie di comunicazione e posizionamento dell’azienda e dei suoi prodotti in un contesto di mercato reale. Sarà anche evidenziata l’importanza della creazione di un modello di piano di marketing che tenga conto del piano di lancio, del budget di vendita, delle strategie di vendita e del monitoraggio dei risultati di un’azienda reale.
In questo contesto lo studente dovrà affrontare due situazioni reali, quella di una piccola azienda, in cui il suo ruolo sarà multifunzionale, e quello della grande azienda dove invece il suo ruolo sarà ben definito e comporterà anche la capacità di lavorare in team.  In entrambi i casi, verranno fornite allo studente  informazioni sia teoriche sia pratiche che gli permetteranno di ottimizzare le sue competenze.

Insegnamento N 8: Legislazione del vino, certificazioni, HACCP e sicurezza (4 CFU)
Il settore enologico è regolamentato da un serie di normative che riguardano i molteplici aspetti di questo prodotto, considerato sia dal punto di vista commerciale sia dal punto di vista agroalimentare e salutistico. Questo insegnamento ha quindi lo scopo di formare i nuovi enologi al rispetto di norme e leggi cogenti che regolano tutto il settore enologico, con particolare riferimento alla legislazione che regola le pratiche di cantina, la tutela delle DOC, l’etichettatura e le modalità di espletamento delle varie pratiche burocratiche connesse con la commercializzazione. Saranno anche considerate tutte quelle norme che controllano il contenuto di inquinanti nel prodotto destinato al consumo, a tutela della salute umana.
Saranno considerate poi tutte le indicazioni provenienti dalla norma ISO 9001, perché l’applicazione di un sistema qualità aziendale possa costituire un valore aggiunto per il prodotto finito, rispettando nel contempo tutti i requisiti di sicurezza e igiene come disposto dal D. lgs 81/08 e dalla normativa HACCP. 

Insegnamento N 9: Vino e salute (2 CFU)
L’insegnamento intitolato “vino e salute” riporterà i risultati delle più recenti indagini relative agli effetti del vino sulla salute dell’uomo. Fra gli alimenti e le bevande che l’uomo assume quotidianamente, numerosi studi scientifici hanno dimostrato infatti che l’assunzione di vino in modo moderato può influenzare positivamente la salute, in quanto nel vino sono contenuti molteplici composti bioattivi con dimostrata efficacia nel prevenire varie patologie, in particolare le malattie cardiovascolari, e nel favorire la longevità. L’insegnamento pone lo scopo di approfondire i concetti scientifici che legano il consumo del vino alla salute. Dall’insegnamento emergerà che bere vino con moderazione non solo non fa male, ma addirittura allunga la vita e riduce il rischio di sviluppare varie malattie. Quindi, bere vino in modo corretto e consapevole rappresenta un vantaggio salutistico rispetto all’essere astemi. Questi concetti importanti inerenti il rapporto fra vino e salute devono essere conosciuti in modo approfondito dagli operatori del settore vitivinicolo al fine di valorizzare adeguatamente il prodotto finito. L’obiettivo è pertanto quello di migliorare le conoscenze degli operatori e ciò comporterà, come conseguenza, anche un importante vantaggio in termini di qualità salutistica del vino prodotto con positive ricadute anche sul consumatore.

Insegnamento N 10: Laboratorio Enologico (4 CFU)
Il percorso formativo comprende una fase di applicazione pratica degli insegnamenti ricevuti.
Gli studenti, durante l’insegnamento dovranno svolgere la propria attività lavorativa armonizzando tutti gli aspetti della loro attività, a partire dalla cantina dove saranno messe in pratica tutte le informazioni recepite in materia di procedure enologiche e osservanza delle normative di igiene e sicurezza, comprendendo il laboratorio analisi, durante il quale l’osservanza delle regole di BPL (buona pratica di laboratorio) sarà associata alla formazione sulla corretta interpretazione del dato analitico, fino alla commercializzazione del prodotto finito, momento in cui l’enologo deve essere in grado di sfruttare al meglio le caratteristiche di un vino e di utilizzare gli strumenti a disposizione (marketing e comunicazione) per valorizzarlo e determinare il suo successo commerciale.